Nel 1949 il Consiglio di Presidenza della Fondazione Querini Stampalia decise di dare inizio al restauro di alcune parti di Palazzo Querini Stampalia. Manlio Dazzi, direttore della Fondazione, affidò a Carlo Scarpa il compito di...
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Nel 1949 il Consiglio di Presidenza della Fondazione Querini Stampalia decise di dare inizio al restauro di alcune parti di Palazzo Querini Stampalia. Manlio Dazzi, direttore della Fondazione, affidò a Carlo Scarpa il compito di risistemare il piano terra ed il giardino sul retro del palazzo che si trovava in uno stato di estremo abbandono e degrado. Il progetto fu ripreso e realizzato solo più di dieci anni dopo - l'inaugurazione avvenne il 26 giugno 1963 - sotto la direzione di Giuseppe Mazzariol, amico e sostenitore del maestro veneziano. La Fondazione aveva l'obiettivo di divenire sede di nuove manifestazioni culturali ed il piano terra, reso inutilizzabile dalle frequenti invasioni dell'acqua marina, avrebbe dovuto accogliere le sale destinate ad esposizioni, convegni ed altre iniziative. Il progetto di restauro di Scarpa parte dall'eliminazione dell'apparato decorativo ottocentesco, dal risanamento statico e conservativo delle murature, dall'accurata pulitura degli elementi architettonici esistenti per articolarsi attraverso quattro temi fondamentali: il nuovo ponte di accesso, l'ingresso, il portego ed il giardino, quattro luoghi uniti da un percorso, le cui tappe sono anticipate visualmente sin dal campiello antistante il canale, dal quale è possibile intravedere scorci dell'interno. Il piano terra del palazzo è infatti permeabile, trasparente, ed il giardino assume il ruolo di naturale prolungamento del portego. "L'acqua è assunta come un diaframma orizzontale che gradua le altezze obiettivamente mutate degli spazi. È in relazione a questi effetti che l'andamento di tutti i percorsi è stato orientato e svolto orizzontalmente dal canale al giardino, dalla fronte prospiciente il cancello al retro del palazzo, come un'unitaria transenna su cui la luce gioca, smaterializzando i residui plastici di ogni zona per assumerne soltanto il significato cromatico" (Giuseppe Mazzariol, Un'opera di Carlo Scarpa: il riordino di un antico palazzo veneziano, in "Zodiac", n. 13, 1964, p. 40).
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